case study · coordinamento progetti

Anatomia di 16 mesi
di coordinamento BIM

25.682 clash, 91 report, 39 coppie disciplina.
La storia di un magazzino di logistica integrata raccontata attraverso le sue interferenze geometriche.

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Cosa è un clash?

Il BIM (Building Information Modeling) è il metodo con cui oggi si progettano gli edifici: invece di disegni separati, ogni specialista costruisce un modello tridimensionale digitale della propria parte, che viene poi unito agli altri per verificare che tutto combaci.

In un progetto BIM, ogni disciplina (architettura, struttura, impianti, antincendio, sistemi di magazzino) modella la propria parte di edificio in modo indipendente. Quando i modelli vengono uniti, capita che le geometrie si sovrappongano — un tubo che attraversa una trave, un sensore che entra in un pannello acustico, una scaffalatura che invade un'uscita di sicurezza.

Queste sovrapposizioni si chiamano clash. Vanno trovate, classificate, e risolte una per una.

Su un progetto reale di magazzino di logistica integrata di circa 75.000 m², in 16 mesi di coordinamento sono state registrate 25.682 interferenze, distribuite su 39 combinazioni differenti di discipline.

Questa è la loro storia.

Come si legge un clash report

Un clash report è un documento vivo, non una fotografia singola. Il test che cerca le interferenze viene rilanciato a intervalli, una coppia di discipline alla volta: ogni report è quindi un'istantanea in una certa data.

Ogni clash presente ha uno stato — da analizzare, aperta, revisionata, approvata — che dice a che punto è la sua lavorazione. Ma la cosa più importante è questa: un report elenca solo le clash che esistono ancora. Quando una viene risolta non riceve un timbro di "chiusa": semplicemente sparisce dal report successivo.

Per questo un singolo report non si legge come una lista di cose da fare, ma confrontando la sequenza: cosa compare, cosa resiste, cosa sparisce. È esattamente ciò che fa questa storia, su 91 report e 16 mesi.

1. La scala

Ogni punto a destra è una clash. La posizione orizzontale è la quota a cui si trova nell'edificio (da -2 metri sotto il pavimento fino a 75 metri di copertura), la posizione verticale è la profondità di sovrapposizione fra i due elementi.

Il colore distingue lo stato: da analizzare, aperta, revisionata, approvata.

L'addensamento a quota zero è il piano terra. La fascia a 5–8 m è il primo livello operativo. I punti in alto sopra i 50 m sono gli sprinkler in copertura.

2. Le 39 coppie

Ogni clash mette in conflitto due discipline diverse. Ordinando per volume, sette coppie da sole assorbono il 70% delle 25.682 interferenze totali.

Il vincitore — MHE vs STR — è la coppia "scaffalature di magazzino contro struttura": è qui che il progetto strutturale incontra l'impiantistica logistica, ed è il principale terreno di coordinamento per un edificio di queste dimensioni e funzione.

Il numero di file e di date diversi accanto a ciascuna coppia indica quante volte il test è stato rilanciato nel tempo.

Le sigle indicano le discipline tecniche. Ad esempio ARC = architettura, STR = struttura, MEP = impianti (meccanici e idraulici), ELE = elettrico, FIR = antincendio, MHE = sistemi di magazzino (scaffalature e movimentazione). Altre sigle corrispondono a modelli forniti dai vari subappaltatori e indicano sistemi specifici del progetto.

3. Il battito del progetto

Aggregando i 91 report — ogni report è una verifica automatica del software di coordinamento, una "fotografia" di tutte le interferenze presenti in un certo momento — per mese, emerge il ritmo del lavoro. Non è uniforme.

Il picco di luglio 2023 con 8.716 clash è il primo big push di coordinamento, quando tutti i modelli vengono uniti per la prima volta in modo serio. Da lì in poi i picchi si abbassano e si distribuiscono.

I mesi vuoti (aprile 2024) corrispondono a periodi di lavoro interno alle singole discipline, in cui non si fanno test interdisciplinari.

4. Quattro stati visibili, uno invisibile

Ogni interferenza ancora presente in un report ha uno di quattro stati: da analizzare, aperta, revisionata, approvata. Il grafico mostra come si distribuiscono, mese per mese.

Passata la prima ondata di scoperta (nei primi mesi quasi tutto è "da analizzare"), lo stato "aperta" domina per quasi tutto il progetto: un report di clash è, per sua natura, la lista dei problemi ancora sul tavolo — ed è questo che ne fa lo strumento di monitoraggio del coordinamento. Lo stato "approvata", invece, è raro e compare solo a ondate.

Ma manca lo stato più importante, e qui non si vede: risolta. Come anticipato, quando una clash viene davvero sistemata, al controllo successivo semplicemente non compare più — sparisce, non cambia colore. Questo grafico mostra solo le interferenze ancora aperte; le risolte sono già uscite dalla lista.

Quante sono? È la domanda del prossimo capitolo.

5. Il 96% che sparisce

Ecco lo stato invisibile del capitolo precedente. Confrontando ogni test di una coppia con il successivo, in media il 96% delle interferenze trovate è già sparito al controllo dopo: risolto nel frattempo. Solo il 4% si ritrova nel report seguente.

Non è una legge generale del BIM — è ciò che emerge da questi dati — ma dice molto sul processo: la grande maggioranza dei problemi si chiude in fretta, fra una review e l'altra (il ciclo in cui il team passa in rassegna le interferenze e le corregge). Quello che conta davvero è il 4% che resiste.

6. I 38 zombie

La maggior parte delle clash muore in fretta: viene risolta e non ricompare. Alcune invece resistono — tornano report dopo report senza mai chiudersi. Le abbiamo chiamate zombie.

In tutto il progetto ne contiamo 38: interferenze comparse in tre o più controlli consecutivi senza mai arrivare a "risolta". Ogni linea del grafico è una di queste; la sua lunghezza dice quanti giorni è sopravvissuta, il colore fra quali due discipline si trova. Le più ostinate — fino a 296 giorni, quasi dieci mesi — appartengono tutte alla stessa coppia.

Gli zombie sono i casi in cui il coordinamento si è bloccato: di solito non basta una correzione veloce al modello, serve una decisione — un incontro, un chiarimento fra i due team — per sbloccarli.

7. La velocità del processo

"Velocità del processo" qui significa una cosa precisa: ogni quanto una coppia di discipline si ricontrolla e chiude i propri conflitti — la cadenza con cui itera.

Per ogni coppia abbiamo misurato i giorni medi fra un controllo e il successivo. Ogni barra è una coppia: più è corta, più quella coppia lavora a giri ravvicinati. Il colore dice quanto effettivamente chiude — verde = alta percentuale di interferenze risolte, blu = bassa.

Il messaggio è semplice: chi si ricontrolla spesso chiude di più. Le coppie più rapide girano in poche settimane; le più lente lasciano passare anche otto mesi fra un controllo e l'altro — ed è lì che i problemi si accumulano.

Cosa imparano i BIM Manager

Tre cose dal dataset:

  1. Il 96% dei clash non si trascina. Il coordinamento risolve quasi tutto fra una review e l'altra.
  2. Il vero costo è nel 4% che persiste: 535 clash che restano aperti, 38 zombie che persistono per più di 100 giorni.
  3. La velocità di iterazione per coppia disciplina è la metrica chiave: un team che fa review ogni 47 giorni chiude di più di uno che fa review ogni 222.